ISLANDA, LA STERMINATA TERRA DEI GHIACCI
ISLANDA
€ 2.875/per pers.
L’Islanda è una terra dominata dalla natura, che si staglia di fronte al viaggiatore appena uscito dall’aeroporto e che lo accompagna durante tutto il viaggio, rendendo l’Islanda un posto unico al mondo, dove ghiaccio e fuoco convivono “serenamente”, dove i ghiacciai si incontrano con le roventi colate laviche, dando vita a paesaggi mozzafiato. Con un territorio per lo più inospitale e per buona parte ricoperto dai ghiacci, l’Islanda è un’isola vulcanica che sfiora il Circolo Polare Artico, presentando una delle densità di popolazione più basse al mondo (appena 3,52 ab/km2, con una popolazione di poco inferiore ai 369 mila abitanti, 2021). A dispetto dei difficili anni di colonizzazione danese, che avevano totalmente inibito lo sviluppo socio-economico di quest’isola, riconquistata l’indipendenza, l’Islanda è arrivata addirittura ad essere tra i Paesi al mondo con il più alto PIL pro capite e miglior indice di sviluppo umano. Con un’economia basata principalmente sull’industria della pesca, ma anche sulla produzione di energia pulita, geotermale ed idroelettrica, l’Islanda è uno dei Paesi meno inquinati del mondo occidentale e con bassissimi costi energetici pro capite, e, ovviamente, un’economia legata in modo viscerale al paesaggio naturale, quella nátturufegurð (la bellezza del paesaggio naturale), alla base di un settore turistico in continua evoluzione. Secondo una visione comune, ma non priva di fondamento, la realtà islandese è un esempio ben riuscito di “volontarismo” territoriale: nonostante il difficile contesto ambientale, un uso efficace – anche se non sempre sostenibile – delle risorse naturali ha garantito non solo il sostentamento, ma anche la prosperità della popolazione. Il territorio islandese si mostra nella sua dimensione paesaggistica e naturalistica, come base e mezzo per la realizzazione di fortunate ed efficaci traiettorie di sviluppo di una comunità numericamente esigua, culturalmente omogenea, dai forti e condivisi caratteri identitari, evidenziando un attaccamento viscerale alla natura che si concretizza non tanto in una attitudine spirituale, ma in un saggio misurarsi con le forze della natura e, laddove possibile, in un loro consapevole uso, che solo raramente sconfina nell’abuso. È il caso della geotermia, che genera calore ed energia con un impatto ambientale quasi nullo ed a costi assolutamente competitivi. L’energia geotermica, infatti, significativamente presente data la natura vulcanica dell’Islanda, costituisce un fattore essenziale per il suo tessuto socio-economico, riuscendo ad alimentare una grande parte dell’elettricità dell’isola e del riscaldamento attraverso i vapori del sottosuolo e le acque provenienti da fonti geotermiche, con evidenti benefici ambientali e consistenti vantaggi di tipo economico. L’Islanda non evoca solo letteratura, è un museo open air. In questo paese non ci sono dipinti esposti all’interno o all’esterno di un museo, perché l’arte è la natura circostante. In un caleidoscopico susseguirsi di vedute assolutamente reali, di proporzioni gigantesche se non fossero ridotte dalla nostra visuale umana, attraversiamo il più grande ma compatto e vario museo di pittura naturalistica e paesaggistica del mondo. Nell’arco di poche decine di chilometri vediamo marine, squarci collinari, vette innevate o fumanti, barche perse sull’orizzonte».
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